Vincenzo Foppa
Sembrerà strano, ma ciò che più mi è rimasto della mostra di Foppa è il trionfo di Moretto……Mah…
In realtà, come era stato annunciato dai tanti commenti alla mostra che ho letto, le opere esposte del maestro di Brescia trasudano drammaticamente quel senso di precarietà dovuto alla ricerca e all'indagine che egli conduceva nel campo della "nuova" arte del Rinascimento; succede però che alla fine ben poche delle opere che ho visto mi hanno appagato, mentre molte mi hanno lasciato una sensazione di precarietà, di incompletezza. In questo senso l'ultima (splendida) sala con le opere di Moretto è la degna conclusione del percorso foppesco, ma contemporaneamente ne mortifica in un attimo la produzione, a mio giudizio.
Ma così è, forse: l'opera degli sperimentatori serve a spianare la strada ai grandi interpreti.
Il fatto che Foppa sia stato sempre adombrato da chi lo ha seguito, sia a livello di critica che di pubblico, è stato quasi fatale. Ciò però non toglie che la mostra rivesta veramente quel grande interesse che era annunciato, perché ha portato alla luce una figura veramente importante.
Tutto ciò in attesa di vedere dal vivo la Cappella Portinari a Milano, che probabilmente di Foppa è il vero capolavoro.
Nota dolente della mostra, come spesso succede, l'illuminazione: da domani inizio una raccolta di firme per l'abolizione dei faretti. Ma stavolta, purtroppo, mi sembra proprio che abbiano fatto tutto a caso.
Aspettiamo il catalogo.
Francesco Di Bella
Dibo
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